Drenaggio delle tossine per un fegato sano

Carciofo e limone: due piante che giovano al fegato
Uno studio clinico recente ha dimostrato come la pianta del carciofo sia in grado di ridurre la colesterolemia dopo 16 settimane di trattamento in soggetti affetti da ipercolesterolemia moderata.

Il fegato, con i reni, è responsabile della detossificazione della maggior parte degli agenti estranei a cui il corpo umano è esposto, siano essi tossici ambientali (metalli pesanti, cancerogeni organici, pesticidi, additivi) o alimentari (alcool).

Le tossine che si formano, vengono eliminate in modi diversi a seconda delle circostanze e delle specifiche caratteristiche delle stesse. In parte riversate nel sangue e veicolate da questo, vengono eliminate per via renale o per via cutanea, attraverso il sudore. Le altre vengono mescolate al flusso biliare e quindi eliminate per via intestinale.

Il fegato è un grande organo che si trova nella parte superiore destra dell’addome, accanto e un po’ a sinistra dello stomaco, sotto il diaframma. È una ghiandola: la più grande del corpo umano e di quello dei mammiferi.

Normalmente ha una grande capacità di compenso funzionale, e generalmente resta asintomatico per anni o addirittura decenni. Tuttavia l’esecuzione degli esami del sangue di routine può rilevare facilmente il rialzo di parametri epatici come le transaminasi, la gamma-glutamil-transferasi, la fosfatasi alcalina e la bilirubina.

Aiutare il fegato a detossificare e detossificarsi è fondamentale.

La condizione di steatosi epatica rilevata ecograficamente interessa circa il 30% della popolazione italiana. Sovralimentazione, sedentarietà, dislopidemia, stress ossidativo e resistenza all’insulina possono facilitare la comparse de la steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Quando al quadro ecografico si associa un’alterazione degli indici di funzionalità epatica o infiammazione del fegato si parla di steatoepatite non alcoolica (NASH).

Queste condizioni, una volta considerate relativamente benigne, oggi sono associate chiaramente ad un aumento di rischio di evoluzione del fegato verso una fibrosi e (sul lungo termine) cirrosi, di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari. Quindi aiutare il fegato a detossificare e detossificarsi è fondamentale.

L’effetto positivo delle piante medicinali

Alcune piante medicinali hanno un’azione più potente sulla depurazione delle tossine, dimostrata anche in studi clinici sperimentali. È per questo che Santiveri ha creado Bilixir, una formulazione complessa di estratti di piante medicinali caratterizzate dalla comune efficacia epatoprotettiva, dimostrata al di là dell’impiego tradizionale in diversi modelli in vitro, in vivo e direttamente sull’uomo.

A base di genziana, curcuma, achillea, tarassaco, ortica bianca, boldo, camomilla, finocchio, menta, maggiorana, cardo benedetto, trifoglio fibrino e carciofo, quest’integratore alimentare favorisce l’eliminazione di sostanze inutili o dannose all’organismo ed aiuta a regolare la formazione e la trasformazione di sostanze prodotte dal fegato stesso, come il colesterolo e le frazioni grasse circolanti.

Analisi degli ingredienti

Curcumina

La curcumina estratta da Curcuma longa ha un’azione epatoprotettiva mediata dalle proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche, chemiopreventive ed insulino-sensibilizzanti, in buona parte correlate alla sua azione di inibizione del Nuclear Factor-Kappa B (NFK-B) che a sua volta modula l’attività di citochine proinfiammatorie e profibrotiche.

Un recente studio clinico randomizzato in doppio cieco condotto su pazienti con transaminasi elevate ha chiaramente dimostrato che il trattamento con curcumina non è solo sicuro, ma porta alla normalizzazione dei parametri epatici in una grande parte di soggetti rispetto al placebo(1).

Leggi qui: Curcumina e curcuma: usi ed effetti sulla salute

Carciofo

Al di là di numerosi studi in vitro e in vivo che dimostrano le proprietà antiossidanti, coleretiche, ipolipemizzanti ed insulino-sensibilizzanti della pianta di carciofo (Cynara scolymus), diversi studi clinici hanno confermato nell’uomo la sua capacità di migliorare il metabolismo lipidico, con riduzione della colesterolemia totale ed LDL a vantaggio di un aumento della colesterolemia HDL, dove le dislipidemie sono un tratto tipico della steatosi epatica non alcolica e della steatoepatite non alcolica.

In particolare uno studio clinico randomizzato in doppio cieco molto recente ha dimostrato come la pianta del carciofo sia in grado di ridurre la colesterolemia totale del 24% e la colesterolemia LDL del 16% dopo 16 settimane di trattamento in soggetti affetti da ipercolesterolemia moderata.

Maggiorana

L’effetto epatoprotettivo della maggiorana (Majorana hortensis) è stato testato e dimostrato in numerosi modelli sperimentali da cui emerge chiaramente che in vivo diversi estratti di questa pianta esercitano azione protettiva nei confronti di sostanze tossiche (piretroidi, cadmio, piombo). Il principio attivo che sembra essere il maggior responsabile di questo effetto è il fenolo monoterpenico, carvacrolo, che ha peraltro azione antiossidante ed induce un miglioramento della reattività vascolare a livello epatico.

aggiorana-Majorana hortensis

Genziana

Diverse piante della specie genziana hanno dimostrato in vari modelli in vivo (insulti ischemici e tossici da alcool, farmaci, contaminanti) di avere importante azione epatoprotettiva.

Achillea

L’achillea (Achillea millefolium) ha dimostrato in vivo di avere azione coleretica ed epatoprotettiva, anche per azione antiossidante ed antinfiammatoria, ma avrebbe anche attività modulante la proliferazione delle cellule cancerose epatiche in vitro. L’azione coleretica è anche potenziata dalla camomilla (Matricaria chamomilla) e quella antiossidante dal cardo (Cnicus benedictus).

Achillea millefolium

Tarassaco

Anche il tarassaco (Taraxacum officinale) ha proprietà antiossidanti ed epatoprotettive in diversi modelli di epatite tossica da farmaci e contaminanti; in più il tarassaco ritarderebbe anche i processi fibrotico-degenerativi correlati a tale esposizione. Tutte queste proprietà sono condivise anche dalla menta.

Ortica

Gli agliconi metil-esteri dell’ortica (Lamium album), loganina, acido loganico, geniposide, verbenalina, eurostoside, e picroside II inibiscono l’ingresso del virus dell’epatite C nella cellula epatica esercitando quindi un’efficace azione antinfettiva.

Ortica - Lamium album

Boldo

La boldina contenuta nel boldo (Peumus boldus) agirebbe sul fegato come chemoprotettivo impedendo l’attivazione tossica e cancerogena citocromo-mediata di alcuni contaminanti ambientali. Questa proprietà è condivisa anche dal finocchio (Foeniculum vulgare), che peraltro ha anche altre azioni epatoprotettive dirette contro agenti ossidanti e tossici.

Trifoglio

Il trifoglio (Menyanthes trifoliata) ha proprietà antiproliferative, antinfiammatorie ed immunostimolanti che possono contribuire al mantenimento della salute epatica.

Trifoglio - Menyanthes trifoliata

Il tutto è armonizzato dall’impiego di succo di limone, noto per le sue azioni antiossidanti, chemopreventive, epatoprotettive ed insulino-sensibilizzante.

Per ogni Bilixir acquistato durante il mese di settembre, Santiveri donerà 1 euro per la ricostruzione della farmacia di Accumoli, colpita dal terremoto dello scorso 24 agosto. Più info qui.

Santiveri Nutrition Research | Innovazione per la salute

(1) Sumida Y, Niki E, Naito Y, Yoshikawa T. Involvement of free radicals and oxidative stress in NAFLD/NASH. Free Radic Res. 2013;47(11):869-80.